Ieri mi sono avventurata in libreria, come succede sin troppo spesso (e sarebbe il caso mi dessi una calmata, economicamente parlando) in preda all'indecisione più nera, sapete tipo quelle domande esistenziali alla "Lo prendo o non lo prendo?"
Ecco. Normalmente me ne esco di lì con la coda tra le gambe ma ieri non ho avuto il benché minimo giudizio e mi sono portata a casa questo agile tomo, uscito da pochissimo:
Agile un piffero, ve lo dico io. Il Ciotta Silvestri non solo è enorme, non solo costa la bellezza di 28 euro, ma è anche quanto di più ostico ci si possa aspettare da delle recensioni di film.
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venerdì 12 ottobre 2012
venerdì 25 marzo 2011
Mix letali.
Della serie "non si smette mai di imparare", oggi mi sono resa conto che okay, frequenterò anche un corso di sceneggiatura, ma finora sono solo alle basi secche e caso vuole che una mia carissima amica, dall'ambivalente figura professionale futura di architetto e fumettista, mi ha proposto di scrivere un fumetto insieme. Non sono caduta nel panico, anzi, lì per lì ero talmente esaltata all'idea che poco ci mancava mi mettessi a saltellare come un'idiota per la stanza, ma praticamente subito dopo è subentrato il problema di natura tecnica: COME STRACAZZO SI SCRIVE UNA SCENEGGIATURA?! e lì sì, un po' di panico m'è venuto. Tuttavia sono difficile da scoraggiare se sono convinta di quello che sto facendo, cosicché adesso sono sommersa da manuali e sceneggiature cinematografiche e mi produrrò in una full immersion che, tra questo e la filologia germanica, non mi stupirei di uscirne sconvolta e scrivente fluenti sceneggiature in un altrettanto fluente anglosassone (una finezza per pochi eletti, insomma. Spero la mia prof apprezzi l'originalità dell'accostamento, quantomeno). Sempre rimanendo in tema, anzi modificandolo in "non si smette mai di scoprire cose nuove e interessanti", mi sono ributtata in un ascolto meno meccanico della musica grazie alle imbeccate di amici buongustai che mi hanno fatto scoprire delle cosine interessanti e comunque completamente diverse tra loro:
giovedì 3 marzo 2011
Antieroi, pt. 1
Ultimamente va parecchio di moda creare dei personaggi che sfuggano completamente a quell'idealizzazione e purezza di intenti che era un tratto distintivo dei cosiddetti eroi. Detto fra noi, esprimendo un parere più che personale - ma in cui credo si ritroveranno in tanti - l'eroe alla Superman, o il classico cavaliere senza macchia e senza paura dei poemi cavallereschi medievali, risulta, nell'epoca contemporanea, alquanto scontato e stereotipato, una tipologia umana che non si trova nemmeno nella realtà, dal momento che niente è tutto bianco o tutto nero. Insomma, tornando indietro nel tempo fino all'antica Grecia, Ulisse batte Achille senza riserve, anche in virtù delle enormi doti intellettive in dotazione al primo. Quelli che vengono denominati, in antitesi (e non opposizione, giacchè quella è territorio più o meno esclusivo dell'antagonista vero e proprio), antieroi, sembrano avere proprio questo dalla loro: intendiamoci, non è che gli eroi sono tutti una brancata di idioti, anzi.
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